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C’è qualcosa che il Duomo di Milano non racconta apertamente, ma che chi sa guardare riesce ancora a leggere nella pietra. Sotto le sue fondamenta — e molto prima di esse — viveva il culto della Dea Belisama: divinità femminile celtica del fuoco sacro, delle acque e delle arti, venerata dalle tribù degli Insubri che fondarono questa città oltre 2500 anni fa. La storia di Milano è, da sempre, una storia consacrata al divino femminile.
Medhelan: Milano nasce come santuario celtico
Intorno al 590 a.C., le tribù dei Celti Insubri — appartenenti alla cultura di Golasecca — si insediano nella pianura padana e fondano quello che diventerà Milano. Il nome originario, tramandato dalla tradizione e parzialmente confermato dall’archeologia, è Medhelan. Tito Livio racconta che la fondazione avviene per opera del condottiero celta Belloveso, il quale sceglie il luogo seguendo un segno: l’incontro con una scrofa semilanuta bianca, che si abbevera a una fonte e conduce il guerriero fino a un cespuglio di biancospino.
Non è solo un dettaglio leggendario. La scrofa bianca è un animale totemico di primo piano nella cultura celtica: consacrata alla Dea, simbolo della fertilità della terra e della ciclicità della vita. Il fatto che la tradizione collochi l’atto fondativo di Milano — centro politico, commerciale e sacro della regione — proprio in relazione a questo animale e a una fonte d’acqua non è casuale. Né lo è la localizzazione del primo insediamento degli Insubri nell’area dell’attuale Piazza della Scala: esattamente la medesima area in cui, nei secoli successivi, si concentreranno gli edifici sacri più importanti della città.
L’etimologia del nome Medhelan offre un ulteriore livello di lettura. L’interpretazione più diffusa la ricollega al latino medio lanae, “semi lanuta”, in riferimento alla scrofa. Ma esiste una seconda chiave, forse più significativa: nel mondo celtico, un medhelan era un tipo specifico di luogo sacro — un santuario posizionato al centro di precise coordinate geografiche e astronomiche, punto di raduno per comunità diverse in occasioni religiose, politiche e commerciali. Se questa lettura è corretta, Milano non nasce come accampamento o villaggio: nasce anche come centro rituale.
A questo si aggiunge la probabile presenza, sempre nell’area del futuro Duomo, di un nemeton — il termine celtico per uno spazio sacro all’aperto, spesso delimitato da pietre o alberi, dedicato alle pratiche druidiche e alle assemblee sacre. La concentrazione di strati religiosi sovrapposti nel medesimo luogo nel corso di oltre due millenni suggerisce una continuità difficile da ignorare: qualcosa in questo punto del territorio veniva percepito come sacro ben prima che qualcuno lo nominasse.
La Dea Belisama: Madre del fuoco sacro e delle acque di Milano
Polibio, storico greco del II secolo a.C., riferisce che nell’area del primo insediamento celtico di Milano sorgeva un tempio consacrato a una divinità femminile gallica: la Dea Belisama, o Belisma. Il nome porta in sé la radice Bel — la stessa di Belanu, o Belenos, il Dio della luce con cui è associata — e significa, secondo alcune interpretazioni, “la più luminosa” o “la sovrana della luce”: una Dea solare e del fuoco.
Un’iscrizione latina rinvenuta a Saint-Lizier, in Aquitania, identifica esplicitamente la Dea Belisama con Minerva — la Dea romana della saggezza, delle arti e della giustizia. E Minerva, a sua volta, è la trasposizione romana della Dea celtica Brigid: Dea della forgia, della poesia, della guarigione, delle acque sorgive. La stessa Brigid che nella tradizione avaloniana del Glastonbury Goddess Temple viene onorata a Imbolc — 1° febbraio — sulla Ruota di Avalon: la soglia del risveglio, il momento in cui la luce riaffiora dopo il buio invernale.
Belisama, Minerva, Brigid. Nomi diversi, epoche diverse, tradizioni diverse. Una sola presenza radicata nel medesimo suolo su cui sorge oggi il Duomo di Milano. Ho approfondito questa ricerca in un saggio accademico intitolato ‘Milano e La Dea Belisama‘, pubblicato nel volume ‘Riflessi della Dea. Studi sul Femminile Sacro dall’antichità mediterranea al futuro prossimo‘.

Dal santuario celtico alla cattedrale gotica: 2500 anni di continuità
La sovrapposizione di luoghi di culto è un fenomeno che la storia religiosa conosce bene. Le civiltà che si succedono tendono a costruire i propri spazi sacri dove le civiltà precedenti collocavano i loro, seguendo — consapevolmente o meno — una qualità del luogo che preesiste a qualsiasi nome le venga dato.
Sull’area del tempio o santuario della Dea Belisama, i Romani costruiscono un tempio dedicato a Minerva: la stessa Dea con un nuovo nome, in un nuovo contesto politico. Poi arriva il Cristianesimo. Il tempio di Minerva non scompare: viene sepolto, e sopra di esso vengono erette, tra il IV e il V secolo d.C., due basiliche paleocristiane. La prima, la Basilica Maior, è dedicata a Santa Tecla — figura femminile del primo Cristianesimo, discepola di Paolo, martire. La seconda, la Basilica Vetus, è dedicata a Santa Maria Maggiore. Ancora una donna. Ancora un nome femminile.
I resti della Basilica di Santa Tecla vengono riportati alla luce negli anni Sessanta del Novecento, durante gli scavi per la metropolitana milanese, sepolti sotto il sagrato del Duomo. Poi, nel 2015, durante Expo, arriva la scoperta più significativa: sotto le rovine della stessa Basilica, i resti di ciò che gli archeologi identificano come il tempio dedicato alla Dea Minerva.
Dea Belisama. Minerva. Santa Tecla. Santa Maria Maggiore. E infine la cattedrale gotica più grande del mondo dedicata non a un santo maschile, ma a Maria Nascente — la cui epigrafe compare ancora oggi sulla facciata del Duomo, e con la dorata Madunina che guarda Milano dall’alto della guglia più alta. A duemilacinquecento anni dalla scrofa bianca di Belloveso, il femminile sacro è ancora qui.
Milano come luogo di potere spirituale vivente
Leggere la storia di Milano come storia consacrata al femminile è un atto di riconoscimento: quello di una città che porta nel suo DNA più antico una qualità sacra che non si è mai interrotta. Solo, per secoli, ha cambiato nome.
È in questo contesto che nel 2022 ho fondato a Milano il Tempio Internazionale della Dea — l’unico Tempio nella tradizione avaloniana del Glastonbury Goddess Temple riconosciuto sul territorio di Milano e Lombardia. Non è una coincidenza che il Tempio nasca in questa città.
Attraverso il Tempio, tengo personalmente le celebrazioni della Ruota dell’Anno sia in presenza a Milano sia online, in collaborazione con la Libreria Esoterica Milano — punto di riferimento per la cultura spirituale moderna in Italia — e con il Glastonbury Goddess Temple in Regno Unito e online, dove opero come Sacerdotessa di Avalon, celebrante e co-creatrice delle celebrazioni internazionali stesse.

Camminare la Milano della Dea Belisama: il tour dei luoghi sacri
Il cuore della città celtica e romana è accessibile a piedi, dall’area del Duomo fino a Piazza della Scala. Sul Palazzo della Ragione — a pochi passi dalla cattedrale — si trova ancora oggi una raffigurazione della scrofa semilanuta: simbolo dimenticato e ora ricordato di una città che per secoli ne ha portato il nome, sul sentiero della Dea Belisama.
Propongo periodicamente un tour spirituale della Milano della Dea Belisama: un percorso nei luoghi in cui la presenza del femminile sacro si è sovrapposta, strato dopo strato, attraverso le civiltà. Non una visita guidata tradizionale: un atto di riconoscimento nei luoghi di potere di una città che è, da sempre, consacrata al femminile. Per informazioni e prenotazioni, contattami a questo link.
Se vuoi iniziare il tuo percorso con la spiritualità della Dea, ho preparato un workbook gratuito — ‘Sacred Self Care Journey‘ — cinque giorni, cinque elementi, cinque pratiche radicate nella tradizione avaloniana. Lo ricevi subito e gratuitamente a questo link, iscrivendoti alla newsletter del Tempio.
Ti aspetto al Tempio, Anna Sacerdotessa della Dea e di Avalon
Sacerdotessa della Dea e di Avalon, Dottoressa di Ricerca (PhD) in Norreno Antico, Fondatrice del Tempio Internazionale della Dea a Milano. Formata presso il Glastonbury Goddess Temple in Regno Unito — primo Tempio della Dea riconosciuto ufficialmente come luogo di culto nel mondo occidentale — dove opera come Sacerdotessa celebrante. Autrice di pubblicazioni accademiche e conferenziera, i suoi corsi e percorsi formativi nella tradizione della spiritualità della Dea e di Avalon si tengono a Milano e online.